Progetti

Antonino SESSA Progetti

LA RIFORMA DEI REATI IN MATERIA DI AMBIENTE

La ricerca si propone lo scopo di dimostrare come la recente riforma nel settore della tutela dell’ambiente richieda interventi calibrati su alcune costanti irrinunciabili per uno stato di diritto come quello nostro di derivazione costituzionale. Ciò comporta che l’attivazione del diritto penale nel settore dell’ambiente deve misurarsi con paradigmi del tutto nuovi, ove le specificità della materia pongono apertamente in crisi i modelli classici di incriminazione; si pensi alle difficoltà nell’accertamento del nesso eziologico tra condotta ed evento, nel caso di comportamenti illeciti seriali, ove l'offesa si concretizza non in seguito ad un singolo comportamento ma per effetto della frequente ripetizione della condotta. A guidare il legislatore deve essere un irrinunciabile binomio : efficienza del controllo penale per fatti connotati da dannosità sociale/garanzie individuali della persona’. In una prospettive di lege ferenda, la soluzione va individuata nella valorizzazione di una risposta multiagenziale che coinvolga i diversi settori dell’ordinamento. In particolare va evidenziata l’importanza di una sinergia tra strumenti amministrativo-sanzionatori e penalistici. In tale ottica l’illecito amministrativo si dovrebbe far carico dell’ampio settore coperto dalle contravvenzioni prodromiche, e di tutte quelle che sanzionano comportamenti lontanamente offensivi dell’ambiente. Alla legislazione speciale toccherebbe, cioè, il compito di sanzionare violazioni formali e/o propedeutiche date dalla inosservanza di regole comportamentali, oppure funzionali ad agevolare l’azione di controllo da parte dell’autorità competente. Si tratta dello spazio attualmente ricoperto dai reati di pericolo astratto/presunto che non pochi problemi, di natura dommatica e politico-criminale, sollevano rispetto al corretto funzionamento del principio di offensività. Il diritto penale dovrebbe intervenire, in sintonia con le opzioni di frammentarietà, di tassatività, di offensività, per colpire fatti rilevanti sul piano dell’offesa che arrecano un danno o pongono concretamente in pericolo le singole componenti del più ampio bene-ambiente, valorizzato in una dimensione strumentale o, anche – per molti versi – subordinata alla persona umana, secondo una Weltanschauung antropocentrica. A tal fine potrebbe farsi riferimento allo schema sotteso al delitto di danneggiamento in forma aggravata, adattato alla specificità del settore. Per le ipotesi di anticipazione della tutela, va invece valorizza la categoria del pericolo concreto chiamata a sanzionare alcuni comportamenti estrapolati dalle attuali contravvenzioni e riportati nell’ambito dei delitti; si tratterebbe di selezionare fatti di pericolo che rivestono indubbia rilevanza per le possibili conseguenze sull’ambiente ma che non raggiungono il livello del danno (ad esempio, le contravvenzioni in materia di A.I.A. concernenti i rifiuti pericolosi, oppure lo sversamento di acque reflue industriali contenenti sostanze pericolose).

StrutturaDipartimento di Scienze Giuridiche (Scuola di Giurisprudenza)
Tipo di finanziamentoFondi dell'ateneo
FinanziatoriUniversità  degli Studi di SALERNO
Importo1.496,00 euro
Periodo29 Luglio 2016 - 20 Settembre 2018
Gruppo di RicercaLO MONTE Elio (Coordinatore Progetto)
SCHIAFFO Francesco (Ricercatore)
SESSA Antonino (Ricercatore)