La moneta di basso conto a Elea/Velia: uso e produzione

Luigi VECCHIO La moneta di basso conto a Elea/Velia: uso e produzione

La moneta di basso conto a Elea/Velia: uso e produzione


Il progetto di ricerca

La ricerca indagherà la diffusione e l’uso della moneta, tra il III secolo a.C. e l’età romana imperiale, nel sito archeologico di Elea/Velia, anche in rapporto con Roma e alla sua moneta. Nello specifico si intende approfondire lo studio delle presenze monetali in funzione della ricostruzione dei circuiti economici, soprattutto delle transazioni al minuto, prendendo le mosse da contesti archeologici scavati nella città e dalla notevole massa monetale inedita restituita negli ultimi decenni dalle indagini.Le ricadute scientifiche di questo approccio contestuale investono diversi campi: oltre ad affinare le cronologie dei contesti, contribuendo alla ricostruzione della storia insediativa dell’antico sito, sarà possibile comprendere qualità e quantità del circolante nelle varie fasce cronologiche e ricavare dati per l’interpretazione di coniazioni accettate come valuta corrente (monete locali emesse da un’autorità pubblica, ancora con iscrizione greca in tarda età repubblicana). Velia rappresenta, infatti, insieme con Paestum, uno dei rari casi di città dell’Italia meridionale in cui è attestata ancora nel I a.C. la coniazione di moneta autonoma in bronzo con funzione sussidiaria ai denari in argento emessi da Roma. Il fenomeno del perdurare della coniazione locale, nel corso della tarda età repubblicana è per grandi linee noto, mancano però nel caso della maggior parte delle monetazioni di III-I a.C. studi aggiornati per valutarne l’entità e la loro distribuzione in distinte fasce cronologiche. In effetti, la scarsità della produzione di Roma di piccoli nominali e i suoi atteggiamenti di non ingerenza nella circolazione monetaria locale hanno determinato negli ambienti provinciali l’adozione di differenti soluzioni. In Campania, come in altri siti della Magna Grecia, per fronteggiare l’esigenza di disporre di strumenti atti ad assicurare lo scambio di prestazioni e di cose di valore ridotto, sono stati adottati provvedimenti di carattere pubblico oppure utilizzati espedienti dagli stessi fruitori (ad esempio il frazionamento di nominali maggiori). Alla coniazione a cura delle istituzioni cittadine talvolta si è affiancato l’intervento di privati (come a Paestum) o è prevalsa la consuetudine di servirsi di monete prodotte altrove (è il caso di Pompei). Il comune denominatore è l’incremento dell’esigenza di liquidità minuta, ma la comprensione delle dimensioni del fenomeno e delle specificità di ciascuna situazione deriva solo dallo studio analitico delle serie monetali e del loro ritrovamento in contesto per valutarne i tempi e i modi della circolazione. Questo tipo di studio non è mai stato affrontato per la moneta rinvenuta a Velia.La ricerca prevede dunque il censimento, il restauro e la schedatura di tutti i reperti monetali da Velia, sia di ambito culturale greco che romano, per concentrarsi poi sullo studio delle monete prodotte dalla città a partire dalla fine del III a.C. fino alla tarda Repubblica, sulla ricostruzione dei dati di provenienza degli esemplari pertinenti a queste emissioni, sulla distribuzione dei ritrovamenti nelle aree urbane.Il programma è incentrato ad esaminare alcuni significativi contesti di Velia, indagati in recenti esplorazioni archeologiche, che hanno restituito moneta, differenziati per tipologia e funzione, al fine di esaminare sia gli ambiti pubblici che quelli privati. Saranno presi in considerazione, infatti, i complessi pubblici delle Terme ellenistiche, della cd. Agorà, dell’edificio-stoà del Terrazzo superiore dell’Acropoli, l’Edificio della Masseria Cobellis (Quartiere meridionale), mentre, per quelli privati, si propone l’analisi della Casa degli Affreschi (Quartiere occidentale) e delle case dell’isolato A.I (Quartiere meridionale). Ulteriori dati deriveranno dallo studio delle deposizioni funerarie provenienti dalla Necropoli di Porta Marina Sud, che si sviluppa nella prima età imperiale. Accanto a questi scavi saranno presi in considerazione alcuni contesti che per le modalità di formazione del deposito archeologico possono offrire elementi di valutazione, come ad esempio il cd. Pozzo sacro. La ricerca punterà, inoltre, a definire aspetti quantitativi e qualitativi delle ultime serie prodotte da Velia, caratterizzate dai tipi testa di Atena al dritto e tripode al rovescio. Lo studio delle loro peculiarità iconografiche e stilistiche, coadiuvato dall’analisi per seriazione dei conii (da poco avviato) concorreranno a definirne la datazione, la durata e il volume di emissione.Inoltre, proprio per una migliore conoscenza delle emissioni appena descritte, e grazie alla collaborazione con la rete CHNet - LIMS-INFN / Laboratorio Spettrometria di Massa Isotopica del Laboratorio Nazionale del Gran Sasso (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare-INFN), si procederà alla realizzazione di analisi scientifiche proprie dell’archeometria, per definire le caratteristiche delle leghe metalliche utilizzate e la provenienza delle materie prime, in particolare del piombo utilizzato nelle leghe metalliche. Le analisi archeometriche potranno fornire anche elementi sullo stato di degrado del metallo degli esemplari in cattivo stato di conservazione, utili per stabilire le procedure più idonee per il restauro conoscitivo e conservativo.L’analisi combinata e integrata, attraverso metodologie condivise proprie della ricerca archeologica e numismatica e attraverso una corretta lettura contestuale, consentirà quindi per la prima volta di ricostruire le vicende monetali della cittadina e di proporre o verificare modelli relativi all’uso e alla circolazione di moneta spicciola. Inoltre, l’aspetto interdisciplinare della ricerca, grazie alle collaborazioni con enti di ricerca nazionali, renderanno possibile prospettare una soluzione ai problemi di natura cronologica, che scaturiranno dalla lettura e dalla ricomposizione dei contesti archeologici e in particolar modo dall’analisi del materiale monetario rinvenuto in associazione con gli altri materiali in alcune città campione della Campania antica (ad es. Pompei e Paestum), in modo da cogliere e mettere a confronto, per fasce temporali omogenee e evidenziando gli elementi comuni e quelli specifici di ciascun sito, le pratiche monetarie adottate per rispondere ai bisogni dello scambio minuto a Velia e lungo il versante tirrenico della Campania.

Fonti di finanziamento e Sponsor

  • Fondi FARB (Università degli Studi di Salerno, Dipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale/DiSPaC)
  • Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo
  • Fondazione Nazionale delle Comunicazioni (Roma)

Pubblicazioni più significative relative alla ricerca

R. Cantilena, ‘Monete di Velia a Poseidonia’, in G. Greco (a cura di), Elea-Velia. Le nuove ricerche, ‘Atti del Convegno di Studi (Napoli 2001)’ (Quaderni del Centro di Studi Magna Grecia 1), Napoli 2003, pp. 79-89; R. Cantilena, ‘La monetazione di Elea e le vicende storiche della città: limiti e contributi della documentazione numismatica’, in Velia, ‘Atti del 45° Convegno di Studi sulla Magna Grecia (Taranto- Marina di Ascea 2005), Taranto 2006, pp. 423-460; R. Cantilena, F. Carbone F., G. Pardini c.d.s, ‘Paestum, Velia, Pompeii: monetary policies in Tyrrhenian Campania from the 2nd century BC to the 1st century A.D.’, in XIXth ICCA. Archaelogy and Economy in the Ancient World (Bonn-Cologne 2018), in corso di stampa.

Partnership

Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le provincie di Salerno ed Avellino
Isotopica
Laboratori Nazionali del Gran Sasso-INFN, Laboratorio di Spettrometria di Massa
Cultural Heritage Network-CHNet
Universität Wien, Institut für Klassische Archäologie
Università degli Studi di Napoli 'Federico II'
Laboratorio di Archeologia Classica 'Mario Napoli'

Team

foto di PARDINI Giacomo

PARDINI Giacomo

Responsabile

Dipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale/DISPAC
foto di CANTILENA Renata

CANTILENA Renata

Responsabile Scientifico

Dipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale/DISPAC
foto di CARBONE Federico

CARBONE Federico

Responsabile

Dipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale/DISPAC
foto di VECCHIO Luigi

VECCHIO Luigi

Collaboratore

Dipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale/DISPAC
foto di MARANI FLAVIA

MARANI FLAVIA

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VYNARCHUK Olena

Collaboratore

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Collaboratore

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Collaboratore Esterno

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