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Curriculum

Curriculum del dott. Tonino CARUSO: attività scientifica e professionale

Il dott. Tonino Caruso si è laureato in chimica, con lode, il 22 ottobre del 1998 presso l’Università degli Studi di Salerno, discutendo una tesi sperimentale dal titolo “Sviluppo e caratterizzazione di un elettrodo ad ossalato”.

Ha conseguito il titolo di dottore di ricerca in chimica il 6 marzo 2003 presso l’Università degli Studi di Salerno, discutendo una tesi dal titolo “Sintesi degli Aplyolidi, composti macrociclici bioattivi isolati dall’organismo marino Aplysia depilans”.

Nel dicembre 2002, gli è stato conferito dalla Facoltà di Scienze MM. FF. NN. dell’Università degli Studi del Molise un contratto di attività didattica formale per il corso di Chimica analitica e laboratorio per l’A.A. 2002-2003.

Successivamente, il dott. T. Caruso è stato titolare presso il Dipartimento di Chimica e biologia (DCB) dell’Università degli Studi di Salerno, di un assegno biennale per la collaborazione ad attività di ricerca nel settore CHIM/01, dal titolo "Studio delle interazioni tra carboidrati e ioni metallici con metodologie elettrochimiche e spettroanalitiche".

Nell’ottobre 2003, ha prestato servizio presso il DCB dell’Università degli Studi di Salerno in qualità di docente a contratto per un corso di Analisi chimica strumentale, realizzato nell’ambito del Programma Operativo Nazionale di “Ricerca, sviluppo tecnologico ed alta formazione”.

Nel luglio del 2004, il dott. Tonino Caruso vince la procedura di valutazione comparativa per il reclutamento di personale ricercatore per il settore CHIM/01, e dal 3 gennaio 2005 presta servizio come ricercatore presso il Dipartimento di Chimica e Biologia (DCB) dell’Università di Salerno, dove svolge tuttora attività didattica e di ricerca. È membro del Consiglio di Area Didattica del Corso di Laurea in Scienze Ambientali, Scienze biologiche e di Chimica fino al 2015, nonché componente delle commissioni degli esami di laurea, e partecipa ai diversi gruppi di lavoro del dipartimento cui afferisce. Dal 2015 è membro solo dell'area didattica di Chimica.

Dal 2014 al 2016 è membro della giunta di dipartimento, della commissione sicurezza del DCB e, ad oggi, responsabile della strumentazione dei laboratori di spettrofotometria e cromatografia e membro della commissione strumentazione analitica dei laboratori.

ATTIVITÀ SCIENTIFICA

L'attività di ricerca scientifica del dott. T. Caruso è stata svolta essenzialmente presso il Dipartimento di chimica e biologia dell'Università degli Studi di Salerno, con collaborazioni con il Dipartimento di chimica dell'Università Federico II di Napoli, la Stazione zoologica sperimentale Anton Dohrn di Napoli, il centro ENEA di Portici, e l'Istituto per la Sintesi Organica e la Fotoreattività (ISOF) del CNR di Bologna. È stato inoltre responsabile di progetti di ricerca e collaborazioni con diversi soggetti pubblici e privati.

In particolare, per la società Interlab srl ha portato avanti dal 2014 ad oggi il programma di ricerca "Sviluppo e formulazione di preparati esenti da composti mercurio-organici e da barbital atti ad ottimizzare la risoluzione di sieroproteine per migrazione elettroforetica su gel di poliacrilammide"; per il Consorzio Osservatorio dell'Appennino Meridionale, è stato coinvolto nel 2014 nel progetto “Qualità ambientale e produzioni certificate nella Regione Campania: impostazione metodologica delle determinazioni analitiche da effettuare su acque, suolo e sul filiere alimentari"; e per conto della Cartesar spa, nel 2014, ha sviluppato un piano di monitoraggio della qualità ambientale preesistente

L'attività prettamente sperimentale è sviluppata essenzialmente nel settore della chimica elettroanalitica, applicata per lo sviluppo di differenti tematiche.

  • Studio di sistemi biologici mediante tecniche elettroanalitiche e spettroscopiche

La ricerca è finalizzata all'applicazione delle più moderne tecniche elettronalitiche e spettroscopiche per lo studio di sistemi biologici. Oggetto di studio sono la definizione dei processi redox-radicalici responsabili dei danni prodotti al DNA da radiazioni e agenti ossidanti.

Gli acidi nucleici consistono di due filamenti polinucleotidici che si avvolgono intorno ad un asse comune con un andamento destrorso formando una doppia elica di ~ 20Å di diametro. Si presentano con uno scheletro idrofilico esterno di zuccheri-fosfati la cui conformazione è strettamente ed univocamente definita dalla sequenza delle basi presenti all’interno dell’elica. Ciascuna base, infatti, è legata con legami idrogeno ad una base posta sul filamento opposto, formando una coppia di basi planari: l’appaiamento delle basi complementari origina l’associazione specifica delle due catene della doppia elica secondo il modello Watson e Crick. I legami idrogeno sono essenziali quindi per garantire la complementarietà geometrica e elettronica nei processi di replicazione. Essi, però, non sono i soli responsabili della stabilità della struttura a doppia elica degli acidi nucleici, alla quale contribuiscono anche le interazioni idrofobiche, principalmente dovute all’impilamento dei piani aromatici purinici e pirimidinici (interazioni di stacking). Da queste considerazioni sembrerebbe che gli acidi nucleici siano inerti, invece, la presenza di numerose sostanze tossiche, l’esposizione alle radiazioni UV o a quelle ionizzanti li rendono passibili di numerosi attacchi chimici che eliminano o modificano le basi ed alterano i gruppi zucchero-fosfato, con inevitabile alterazione del messaggio genetico che ne deriva.

Per capire il meccanismo che origina i danni prodotti al DNA da radiazioni e agenti ossidanti, è stata già ampiamente studiata l’ossidazione della guanina, essendo questa la base più facilmente ossidabile in acqua.

Lo studio delle proprietà spettroelettrochimiche è stato condotto sui derivati apolari di guanina, citosina, adenina, timina ed uracile, resi solubili in cloroformio mediante sililazione dei gruppi ossidrilici. In tal modo, è stato possibile studiare le suddette proprietà in un intorno apolare chimicamente analogo a quello proprio della parte centrale del DNA.

Sono stati seguiti i seguenti steps:

  1. sintesi e caratterizzazione di derivati delle cinque principali basi azotate;
  2. studi NMR sui complessi Watson-Crick con determinazione delle relative costanti di associazione in solventi non acquosi;
  3. studi voltammetrici sulle singole basi azotate e le loro coppie in solventi non acquosi;
  4. acquisizione degli spettri di assorbimento di specie ossidate a potenziale controllato;
  5. confronto tra dati sperimentali e calcoli teorici.

Le prove sperimentali, condotte in solventi non acquosi, hanno per la prima volta dimostrato che il potenziale di ossidazione della guanosina si riduce in presenza della sua base complementare, la citidina. Le determinazioni sono state condotte dapprima in dimetilsolfossido. In questo solvente, però, la discreta polarità del solvente ostacola comunque la formazione del complesso di Watson-Crick. La sintesi di derivati apolari dei nucleosidi mediante protezione dei gruppi alcolici degli anelli ribosidici ha invece consentito di rendere solubili i derivati dei nucleotidi in cloroformio, solvente che non può competere nella formazione dei legami idrogeno, ed in cui è stata valutata una costante di associazione di 2·104 M-1, nonché confermata la stechiometria 1:1 del complesso guanina-citidina. Analoghi studi, nonché quelli sulla natura delle specie cationiche-radicaliche coinvolte nei processi redox, sono stati condotti anche alle altre basi nucleiche. È risultato che le basi puriniche si ossidano più facilmente rispetto quelle pirimidiniche, con un ulteriore abbassamento del potenziale della base purinica in presenza della sua complementare pirimidinica. Un’analoga tendenza è stata ottenuta sperimentalmente dalla determinazione voltammetrica dei potenziali di ossidazione, noti i quali, è stato possibile acquisire in situ spettri di assorbimento delle specie ossidate a potenziale controllato. Nel tentativo di identificarle, sono state confrontate le lunghezze d’onda delle bande di assorbimento con quelle calcolate. Si è ottenuto un ragionevole accordo tra i dati calcolati e quelli acquisiti sperimentalmente. Ossidando su strato sottile, sono stati ottenuti gli spettri sperimentali in cloroformio assegnati alle specie radicalcatione della guanina G·+. Studi spettroelettrochimici sono ancora in atto.

- Applicazione di tecniche elettroanalitiche per lo sfruttamento di biomasse

L’obiettivo proposto è quello di valutare la possibilità di impiego dell’elettrolisi per lo sfruttamento di biomasse e per la sintesi elettrochimica di loro sottoprodotti.

La scelta di impiegare tecniche elettrochimiche è dovuta al fatto che ad essa si possono apportare numerose varianti al fine di controllare la distribuzione dei prodotti di reazione, in particolare, quelli di demolizione di polisaccaridi, utilizzabili come fonte rinnovabile. È stata valutata la possibilità di convertirli, tramite ossidazione elettrolitica, in prodotti di degradazione di più largo uso e più versatili dei classici derivati da idrolisi. L'elettrolisi dei più comuni disaccaridi in solventi organici è risultato un valido metodo per la loro conversione in 5-idrossimetilfurfurale, 5-HMF, un importante materiale di partenza per la sintesi di altri derivati del furano. Nel tentativo di dimostrare la natura del meccanismo di reazione, è stato evidenziato come in solventi organici, rigorosamente anidri, si possa generare una inattesa acidità di Brønsted, rilevata anche da misure NMR. In particolare, è stato evidenziato come un forte ossidante chimico come il cerio (IV) scinde il saccarosio portando essenzialmente alla formazione del 5-HMF, e generando in dimetilformammide H+ e il nitroderivato dell'ammide stessa, secondo la reazione:

2Ce4+ + H(C=O)N(Me)2 + NO3- = 2Ce3+ + H(C=O)N(Me)CH2ONO2 + H+

Misure voltammetriche e potenziometriche condotte in diversi solventi organici hanno consentito di valutare le diverse reattività a secondo dei casi. Sono anche state valutate spettrofotometricamente le cinetiche di ossidazione dei più comuni solventi organici in presenza di Ce(IV).

Dopo aver esplorato positivamente la possibilità di utilizzare come fonti rinnovabili i polisaccaridi, attualmente si stanno ottimizzando delle condizioni sperimentali per l'utilizzo di microalghe per applicazioni biotecnologiche.

Questi organismi fotosintetici presentano, infatti, molti vantaggi rispetto ad altri organismi, come il loro elevato tasso di crescita e il requisito di poco spazio per la produzione di biomassa. Essi sono notoriamente fonte di additivi per alimenti e cosmetici, di prodotti farmacologicamente attivi o energetici (biodiesel). Per far fronte a queste aspettative biotecnologiche, c'è necessità di aumentare la diversità delle specie algali utilizzabili, intraprendere l'ingegneria genetica dei ceppi risultati più adeguati, e indagare estesamente i modi per migliorarne la sintesi di biomassa.

La manipolazione della luce cui le stesse colture algali possono essere esposte è risultata essere un potente strumento per aumentare la loro produttività. Parametri come l'intensità della luce e la sua variabilità di frequenza, nonché la sua composizione spettrale, influenzano pesantemente la crescita e la fotosintesi delle microalghe i cui prodotti vanno di volta in volta caratterizzati e quantificati con le più comuni tecniche analitiche.

- Applicazione dell'elettrochimica a fini sintetici

La ricerca verte sulle applicazioni delle tecniche elettrochimiche in reazioni di sintesi, sfruttando la possibilità di generare specie altamente reattive mediante l’interazione tra un substrato ed un elettrodo. È infatti possibile generare sulla sua superficie specie radicaliche, che, oltre a fornire prodotti di ossidazione o riduzione diretta, possono dare origine anche ad altre reazioni. Per poter disporre di un maggior controllo e selettività nelle reazioni tradizionali e non, sono state valutate ed esaminate tutte le variabili che si possono apportare ad un processo elettrochimico, al fine di controllare la distribuzione e la natura dei prodotti di reazione.

In particolare, è stato condotto uno studio molto accurato su

  1. sistema solvente/elettrolita di trasporto,
  2. natura e geometria dell'elettrodo,
  3. comportamento redox dei substrati,
  4. geometria della cella elettrochimica,

valutando di volta in volta la possibilità, o meno, di operare a corrente costante o a potenziale controllato, a seconda la natura chimica dei substrati. Operare a potenziale controllato, è sicuramente il modo ottimale di operare, selettivo ma più complicato dal punto di vista operativo e strumentale: tempi lunghi d’elettrolisi, necessità di impiego di elettrodi di riferimento e/o di celle con giunzione. Ottimi risultati sono stati comunque ottenuti anche tramite l'applicazione di corrente costante nella generazione in situ di basi elettrogenerate, impiegate in reazioni di addizione con o senza solvente. Di recente, l'uso di liquidi ionici si sta dimostrando particolarmente appropriato, in quanto essi sono ottimi solventi dalla bassissima resistenza.

- Sviluppo di sensori elettrochimici per il monitoraggio ambientale di inquinanti

Lo scopo del programma di ricerca è sviluppare nuovi sensori, ovvero dispositivi che trasformano informazioni chimiche riguardanti la concentrazione di un dato analita, in un segnale analiticamente utile che per il monitoraggio chimico di sostanze inquinanti, utilizzando anche nuovi recettori capaci di riconoscere selettivamente un dato substrato. La disponibilità di sensori per il telecontrollo del livello di contaminanti in luoghi inaccessibili agli esseri umani è molto importante per esaminare l’inquinamento ambientale. Molti sensori sono stati già costruiti, ed ogni giorno la ricerca scientifica ne propone di nuovi, dovendo rispondere alla rapida crescita di nuove sostanze inquinanti che contaminano aria, acqua e suolo. Sono oggetto di studio in particolare i sensori di tipo elettrochimico, che trasformano l'effetto dell'interazione elettrochimica tra l’analita ed un elettrodo in un segnale utile (sensori potenziometrici e voltammetrici).

Indagini preliminari hanno riguardato la speciazione in matrici semplici, di ioni metallici in presenza di leganti di interesse ambientale e biologico, e di alcuni fitofarmaci di largo uso, sfruttando anche recettori di natura calixarenica per il riconoscimento selettivo. Ottimi risultati sembrano poter essere ottenuti nell'usare calixareni-n-solfonati idrosolubili per costruire elettrodi ionoselettivi per cationi organici. Dagli studi di complessazione effettuati mediante spettrofotometria UV, voltammetria e titolazioni 1H-NMR, è emerso che il calix[7]arene solfonato complessa 1:1 alcuni cationi organici di tipo bipiridinico, nonché sali d’ammonio quaternari. Le costanti di inclusione determinate sono dell'ordine di 105 M-1. Data la presenza di interazioni catione-p, questi sistemi si sono prestati ottimamente anche per il riconoscimento molecolare di tipo fluorimetrico: risultati incoraggianti sono stati ottenuti nella rigenerazione di fluorescenza. È stato testato il sistema acridina orange-calix[7]arene solfonato per il riconoscimento dei guest bipiridinici, in quanto la costante di associazione dell’acridina orange con l'host calixarenico è risultata essere dell'ordine di grandezza opportuno. Per via spettrofluorimetrica è stato possibile determinare le concentrazioni di alcuni cationi, fino all’ordine dei mg/L e con un buon range di linearità.

Specifiche esperienze professionali

  1. Prestazione professionale per conto della Provincia di Salerno-Ufficio Ambiente nell'ambito del progetto "Controllo della contaminazione da metalli pesanti del Fiume Tanagro" per un importo di 10000€. A tal fine, è stato messo a punto un piano di campionamento adeguato e condotte le analisi chimiche sui campioni di sedimento ed acque superficiali prelevati. Dal 24-10-2006 al 24-10-2007.
  2. Responsabilità di attività professionale affidata dal Soggetto Attuatore per l'emergenza rifiuti nella Regione Campania (Ex O.P.C.M. 3494/2006) con contratto conto-terzi per un importo di 2400€. Sono state svolte attività analitiche in ambiente di lavoro con campionatori passivi asimmetria radiale per l'analisi quantitativa di inquinanti inorganici. Dal 10-02-2009 al 30-04-2009.
  3. Responsabilità di attività professionale affidata dalla Ram.Oil SpA mediante contratti conto-terzi,per un importo complessivo di circa 13000€. Sono state svolte specifiche attività su campioni di"fuels", miscele complesse di residui e di distillati derivanti dalla distillazione di oli esausti in raffineria o derivanti da processi di cracking e reforming. Il recupero e la classificazione di queste miscele è vincolato alla loro composizione. Le analisi chimiche hanno comportato la preliminare determinazione mediante distillazione simulata su GC-FID delle frazioni di composti aromatici,polari e saturi presenti in paraffine, cere ed oli, nonché del numero di atomi di carbonio. Dal 01-04-2010 al 31-12-2011.
  4. Responsabilità di attività professionale affidata dalla COGEI SpA mediante contratto conto-terzi per un importo di 4700€. Sono state svolte specifiche attività su campioni di rifiuto della tipologia"fango essiccato" proveniente dal trattamento chimicofisico e biologico dei rifiuti misti dell’impianto di depurazione consortile del Comune di Solofra (AV). Sono state pertanto eseguite delle analisi chimiche perchè potessero essere definiti i criteri di ammissibilità del rifiuto in discarica. Dal 12-06-2012 al 31-10-2012.
  5. Prestazione professionale per conto della Cartesar SpA, nell'ambito del progetto "CONTROLLODELLA QUALITÀ DELL'ARIA IN PROSSIMITÀ DELLA DITTA CARTESAR" per un importo di circa 12000€. A tal fine, è stato messo a punto un piano di campionamento adeguato e condotte le analisi chimiche sui campioni di aria prelevati con campionatori attivi. Dal 01-04-2013 al 31-12-2014.
  6. Responsabilità di studi e ricerche scientifiche affidate dalla Interlab Srl mediante quattro successivi contratti di ricerca, per un importo complessivo di circa 29000€. Scopo della ricerca era l'individuazione di una coppia acido-base coniugata alternativa a quella acido barbiturico-barbiturato, adatta alla formulazione di soluzioni tampone da utilizzarsi per effettuare separazioni mediante migrazione elettroforetica su gel di poliacrilammide. Sono state formulate e validate delle soluzioni tampone a base di acido ippurico e ippurato di sodio per applicazioni in chimica analitica clinica, in particolare per la determinazione quantitativa di proteine in siero ed urine. Nel corso delle attività, è stata anche individuata un'alternativa valida ai composti mercurio-organici di solito impiegati come antifungini. I metodi sono in corso di validazione. Dal 02-08-2013 a oggi.
  7. Responsabilità di attività professionale affidata dalla CHI.ME SpA mediante contratto conto-terzi,per un importo di circa 13000€. Sono state svolte specifiche attività su campioni di fanghi di depurazione, in giacenza presso il sito della C.or.co.Sol S.p.A. (Concimi Organici da Concia Solofra). I fanghi di depurazione, in virtù di quanto emanato nel Decreto del Ministero dell’Ambiente del 5 febbraio 1998 possono essere considerati idonei quale materiale compostabile allorquando presentano caratteristiche conformi a quelle previste nell'allegato “1B”del Decreto Legislativo 27 gennaio 1992, n. 99 (valori massimi di concentrazione di metalli pesanti nei fanghi destinati all'utilizzazione in agricoltura). A tal fine, è stato messo a punto un piano di campionamento adeguato e condotte le analisi chimiche sui campioni secondari ottenuti mediante appropriata riduzione dimensionale. Dal 02-11-2013 al 31-01-2014.
  8. Responsabilità di attività professionale svolta per conto del Consorzio Osservatorio dell'Appennino Meridionale, nell'ambito del progetto “Qualità ambientale e produzioni certificate nella Regione Campania: impostazione metodologica delle determinazioni analitiche da effettuare su acque, suolo e su filiere alimentari", per un importo totale di circa 18000€. Il campionamento ha riguardato suoli, acque, foraggi, ortaggi, vino, latte e derivati relativi al Comune di Capaccio. Su questi campioni sono stati determinati metalli, anioni, pesticidi e loro residui, diossine. La determinazione degli analiti ha richiesto appropriate tecniche di pretrattamento e preconcentrazione. Dal 01-01-2014 al 31-12-2014.
  9. Responsabilità di attività professionale affidata dalla Genetic SpA mediante contratto in conto-terzi per un importo complessivo di 1100€. Sono state svolte specifiche attività su campioni di lega metallica, finalizzate alla determinazione della composizione percentuale degli elementi cromo e nichel utilizzando la spettrofotometria ad emissione, con lo scopo di verificare se gli acciai austenitici forniti rientravano nella classificazione della normativa vigente, UNI EN10088-2(2005). Dal 20-03-2014 al 20-04-2014.
  10. Responsabilità di attività di ricerca affidata dalla Cooper-Standard Automotive mediante contratto conto-terzi, per un importo di circa 2200€. Sono state svolte ricerche inerenti le analisi dei rischi e controllo chimico dei punti critici in ambiente indoor per la produzione di guarnizioni sintetiche per l'industria automobilistica. In particolare, sono stati prima proposti dei meccanismi di formazione di possibili composti organici volatili, e poi individuati con spettrometria di massa i composti solfo-organici derivanti dallo step di vulcanizzazione. È stato dimostrato che questi composti traggono la loro origine dalla non appropriata composizione chimica degli oli minerali utilizzati a monte nella linea di produzione. Per l'identificazione qualitativa, sono state messe a punto delle metodiche di campionamento ed analisi per dibutildisolfuro, cicloesil-isotiocianato,2-mercaptobenzotiazolo e benzotiazolo, mediante SPME-GC-MSD e spazio di testa dinamico. Dal 07-01-2015 al 07-04-2015.
  11. Responsabilità di studi e ricerche scientifiche affidati dalla FOS-Prysmian Group mediante tre successivi contratti di ricerca, per un importo totale di circa 30000€. Scopo della ricerca è la messa a punto di un metodo di prova per la determinazione dei composti responsabili della formazione di depositi nelle linee di produzione di preforme per fibre ottiche. Sono state individuate bassissime concentrazioni di polisilossanici OH-termined come composti responsabili sia dei problemi riscontrati in produzione che dei successivi difetti del prodotto finito. Sono pertanto stati sviluppati e validati dei metodi di analisi per la determinazione di questi inquinanti,utilizzando appropriati metodi di preconcentrazione e derivatizzazione per la successiva analisi in GC-MSD-SIM e/o HPLC-UV-RI. In corso è il trasferimento del metodo di analisi in azienda, per la verifica sul posto della purezza della materia prima in ingresso ed in uscita sull'impianto. Il metodo validato suggerisce anche pretrattamenti come la purificazione della materia prima mediante filtrazione e passivazione degli inquinanti rilevati, e la successiva verifica della purezza mediante analisi in GC-MSD-SIM e HPLC-UV-RI. A tale scopo, nell'ambito del contratto in essere, ci si sta occupando anche dell'allestimento e gestione di un laboratorio interno di spettrometria di massa e allineamento del metodo di analisi messo a punto (e in corso di brevettazione) tra due laboratori, quello interno all'azienda e quello del Dip. di chimica e biologia dell'Università di Salerno. L’esperimento di comparazione prevede l'addestramento di tutti gli operatori con accertamento delle conoscenze di metodi e le strumentazioni utilizzate (uso dei calibratori, operatività, manutenzioni, principali cause di errore). Sarà verificata la ripetibilità, la riproducibilità e la variabilità del metodo di prova nei due laboratori. Dal 14-05-2015 a oggi.
  12. Responsabilità di attività professionale affidata dalla Fisiopharma s.r.l. mediante contratto in conto-terzi. Sono state svolte specifiche attività su campioni di eparina sodica, finalizzate alla verifica della conformità dei preparati relativamente al contenuto degli elementi boro e silicio. Dal 03-08-2015 al 30-09-2015.
  13. Responsabilità di studi e ricerche scientifiche affidate dalla Fater SpA mediante quattro contratti di ricerca, per un importo totale di circa 97000€. Scopo delle attività è sviluppare un piano per la validazione ad hoc di un processo di sterilizzazione di cellulosa di risulta da prodotti igienici. Sono stati definiti metodi e processi atti a validare un trattamento operato in autoclave per l'eliminazione di farmaci o loro metaboliti, comprensivi della fortificazione dei campioni, della definizione delle sensibilità delle tecniche analitiche utilizzate, del riconoscimento qualitativo mediante spettrometria di massa ad alta risoluzione dei metaboliti residui. In fieri è il trasferimento del protocollo di indagine da un impianto pilota a quello reale. Dal 12-02-2016 a oggi.
  14. Responsabilità di attività professionale affidata dalla Comunità Montana dei Monti Picentini, mediante due contratti di attività in conto-terzi per circa 5000€. A seguito della nota della Comunità Montana dei Monti Picentini (prot. N° 4251 del 25-08-2016) con in oggetto "Sistemazione idraulica del fiume Tusciano e torrente Cornea", si è reso necessario, al fine di movimentare e asportare i materiali litoidi sedimentati, l'acquisizione della relativa certificazione di analisi chimiche. A tal scopo, con il supporto della Al.Ter. Costruzioni srl, è stato pianificato un adeguato piano di campionamento di sedimenti litoidi su cui sono state eseguite le analisi relative ai seguenti parametri: arsenico, cadmio, cobalto, nichel, piombo, rame, zinco, mercurio, cromo totale, cromo VI, idrocarburi pesanti (C >12), BTEX e IPA. Questo ha consentito di valutare lo stato di qualità ambientale del fiume Tusciano e del suo affluente Cornea. Dal 13-10-2016 al 30-07-2017.