Curriculum

Curriculum Docente

Giuliana Gorrasi si è laureata in Chimica con il massimo dei voti presso la Facoltà di Scienze dell'Università di Salerno nell'A.A. 1993-1994. Dal Novembre 1995 all'ottobre 1998 ha svolto il dottorato di ricerca in Scienze Chimiche presso la stessa Universita'. Durante tale periodo ha svolto 6 mesi di ricerca presso il JJ Thomson Physical Laboratory del Physics Department dell'Università di Reading (UK). Il 1 Ottobre 2002 ha preso servizio come Ricercatore presso la Facoltà di Ingegneria dell'Università di Salerno nel settore scientifico disciplinare CHIM07. Dal 2 maggio 2016 è Professore Associato nel SSD CHIM07 (s.c. 03/B2) presso il Dipartimento di Ingegneria Industriale. L'attività di docenza riguarda gli insegnamenti della Chimica Generale e Inorganica presso tutti i corsi dell'Ingegneria, con particolare riferimento ai fondamenti chimici delle tecnologie. Afferisce al Consiglio Didattico di Ingegneria Meccanica e Gestionale del DIIn. La sua attività di ricerca è volta allo studio delle correlazioni organizzazione strutturale-proprietà fisiche di materiali polimerici, compositi e nanocompositi. Dal 2002 al 2013 è stata membro del Collegio dei Docenti del Dottorato di ricerca in Ingegneria Chimica. Dal 2013 ad oggi è membro del Collegio dei Docenti del Dottorato di Ricerca in Ingegneria Industriale. È autrice di numerose pubblicazioni su riviste internazionali peer review ad alto impact factor (www.scopus.com), diversi capitoli di libri su invito dell'Editore, 4 brevetti, e ha presentato contributi originali a numerosi congressi nazionali e internazionali. I tre lavori presentati per la VQR 2004-2010 sono stati valutati tutti eccellenti. I due lavori presentati per la VQR 2011-2014 sono stati tutti valutati eccellenti. Ha conseguito l'ASN a professore di I Fascia nella tornata 2013 superando 3 mediane su 3. Ha numerose collaborazioni scientifiche con Enti di Ricerca nazionali e stranieri, tra cui: il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), L'Università di Mons (Belgio), Materia Nova (BE), il Centre d'Innovation et de Recherche en Materiaux Polymeres CIRMAP (Belgio), il Freiburger Materialforschungszentrum e Institut fur Makromolekulare Chemie der Albert-Ludwigs Universitat (Germania), IATA-CSIC di Valenzia (Spagna).

Schematicamente l’attività di ricerca può essere raggruppata in due macro-tematiche:

1) Relazioni tra microstruttura e organizzazione strutturale e proprietà fisiche e di trasporto di polimeri e blend, copolimeri termoplastici, sottoposti a trattamenti termici, meccanici e con solventi.

2) Preparazione, caratterizzazione strutturale e studio delle proprietà fisiche e di trasporto di nanocompositi polimerici strutturali e funzionali.

Il contributo innovativo e originale della produzione scientifica nell’ambito di tale tematica è rappresentato dall’avere utilizzato la tecnologia del mechanical milling (MM) come alternativa ecologica ed economica per ottenere una omogenea dispersione di nano-fillers all’interno di matrici polimeriche (biodegradabili e non).

Il vantaggio di lavorare a basse temperature, senza l’utilizzo di solventi, e con una ampia varietà di matrici polimeriche, apre nuovi e interessanti scenari per la preparazione di materiali innovativi strutturali e funzionali.

L’uso del MM comporta diversi vantaggi:

  • forte riduzione dello smaltimento di sostanze dannose per l’ambiente, quali solventi
  • controllo dei processi di degradazione derivanti dall’impiego delle alte temperature
  • possibilità di compatibilizzare miscele di materiali incompatibili

La simultanea produzione e dispersione di nano-particelle, la promozione di processi di miscelazione che possono avvenire per per via meccano-chimica e la possibilità di manipolare molecole organiche termosensibili, quali antimicrobici, oxygen-scavenger, e molecole con attività farmacologica, ha consentito di ottenere nuovi materiali per applicazioni mirate. Inoltre, tale tecnologia si è rivelata particolarmente utile ed efficiente per la preparazione di nuovi nanocompositi a base di polimeri naturali e da fonti rinnovabili, per i quali sia la metodica di polimerizzazione in situ che la miscelazione nel fuso sono impraticabili.